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Ricordiamoci di non dimenticare PDF Stampa

 

Tutto questo avvenne tra il 1939 e il 1945. Quando Hitler sale al governo  in germania  senza paure, senza bugie, dichiara una politica antisemitica.

Dichiara gli Ebrei la razza inferiore, la razza da sterminare, e proclama quella Ariana la superiore. È cosi che inizia il periodo più buio della storia ebrea, ove la popolazione è ridotta all'emarginazione, E forse la peggiore delle condanne non fu la morte ma l'annientazione sistematica e preventiva di un intero popolo, l'umiliazione, la perdita dei diritti della dignità umana attraverso le leggi antisemite e all'indifferenza degli stessi concittadini che fino a pochi anni prima vivevano, lavoravano, condividevano gioie e dolori con le stesse persone che poi hanno condannato.

Penso che nessuno prima di allora avesse potuto immaginare che nel cuore dell'“Europa civile” a metà del XX secolo potesse accadere una tragedia simile; le violenze, le crudeltà create dal fascismo e dal nazismo sono opera di un forte fanatismo che ha prodotto un genocidio impensabile.

 

Eppure l'umanità è arrivata fino a questo facendosi trasportare dalle follie di un solo uomo che credendosi superiore a tutti, appartenendo ad una razza, secondo lui, migliore, si è permesso di giudicare, stabilire quale fosse quella da eliminare.

Tra i documenti letti, i filmati visti, molte sono le atrocità, vedere questi scheletri rinchiusi da una rete metallica muoversi è incredibile.

Leggendo alcuni articoli della legge antisemita mi sento privato dei miei diritti, come se fossi nel 1940.

 

Ricordare è fondamentale, ma forse non basta più, bisogna impegnarsi a combattere i mali odierni: la disuguaglianza, la discriminazione sociale, religiosa e politica, altrimenti il ricordare non servirà a nulla.

Bisogna oggi più mai combattere contro quell’indifferenza che ieri portò un popolo a sterminarne altri.

Ed è proprio l’indifferenza dei tanti che può permettere le crudeltà di una minoranza.


 

 

 

 

 

 

 

E questo concetto è ribadito da Wiesel in questa poesia:

" Sono molte le atrocità
nel mondo e moltissimi
i pericoli.
Ma di una cosa
sono certo:
il male peggiore è l’indifferenza.
Il contrario dell’amore
non è l’odio, ma l’indifferenza;
il contrario della vita
non è la morte, ma l’indifferenza;
il contrario
dell’intelligenza non è
la stupidità, ma
l’indifferenza.
E’ contro di essa che bisogna
combattere con tutte
le proprie forze.
E per farlo un’arma
esiste: l’educazione.
Bisogna praticarla, diffonderla,
condividerla, esercitarla sempre e dovunque.
Non arrendersi mai "

Elie Wiesel,
Premio Nobel
per la pace, 1986

Presidente della sezione A.N.P.I.

“DARIO COLOMBO “

di Bareggio        R.Correnti


 

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