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Vuoto a perdere o a rendere ? PDF Stampa

Esso è contenuto in bottiglie di vetro (primo risparmio: niente tetrapak, che non può essere facilmente riciclato).

Si torna a casa, si beve il latte e si conserva la bottiglia, quindi si va al supermercato.

Lì si trovano dei particolari “distributori”: per ogni bottiglia inserita, si ha diritto a uno scontrino, che costituisce una sorta di sconto da presentare alla cassa.

Le bottiglie così raccolte vengono accuratamente lavate e riutilizzate per contenere il latte (o altro), che viene rimesso in vendita e così via, si ricomincia.

In questo modo, in sostanza, si paga solo il contenuto e non il contenitore, e si risparmia anche sullo smaltimento (in quanto non c’è niente da smaltire).

In casa propria ciascuno trova l’equilibrio economico e non getta lenzuola e stoviglie … finché costano.

 

L’abbattimento dei prezzi spesso non porta ad un vero risparmio ma allo spreco dei beni, come avviene con le stoviglie di plastica.

Diversamente dalle stoviglie, i vuoti a rendere coinvolgono nel loro percorso diversi soggetti, ed uscendo dalla propria casa è compito di politica ed imprese inventare la convenienza, come già avviene in molti altri campi.

Tutto costa anche l’ambiente, la sicurezza, il tempo …

La politica deve gestire il problema che si verrebbe a creare nel momento in cui questo meccanismo esce dalla gestione pubblica , in quanto il cittadino venderebbe i suoi rifiuti guadagnandoci,  sottraendo però questo valore al suo comune che avrebbe un mancato introito (non inteso come ente ma inteso come insieme di cittadini quindi anche te), e l’amministrazione per sopperire si troverebbe costretta ad aumentare la tassa, mettendo a quel punto in discussione l’ipotetico risparmio che il cittadino otterrebbe con un eventuale contributo  “Conai individuale”, rispetto all’aumento della tassa rifiuti stessa.

Per fare i conti della serva mi vendo 100 kg di plastica all'anno a dieci euro e ho guadagnato 50 euro ,  il tuo comune con i tuoi 100 kg di plastica guadagnava diciamo 100 euro dal conai e adesso non li prende più quindi cosa fa ti aumenta la tassa dei rifuti perché i camion sono passati lo stesso a prendere la tua plastica , quindi se tutti facessero così si guadagnerebbe 100 per poi spenderne centoventi di tassa quindi - 20 ( cifre indicative chiaramente)e chi ci ha guadagnato in tutto questo solo il “negozio” di rifiuti.


Allora il problema più grosso è :

da dove si comincia a "sversare" la situazione assurda attuale ?
La  politica dovrebbe gestire e garantire questo equilibrio incominciando col scegliere alcuni prodotti adatti a portare avanti la sperimentazione della tassazione all'acquisto e del vuoto a rendere, per poi tentare un accordo con le aziende che utilizzano quella confezione e le aziende di lavorazione di quel materiale, o con chi per esse: involucri di materiale particolarmente prezioso , o inquinante, o "molto" , o riutilizzabile.  Le bottiglie dell'acqua ritornano sempre ad essere un occasione preziosa per un progetto pilota
.

 

  

In ogni caso una raccolta dei rifiuti col reso pagato non deve prevedere che vi sia anche una raccolta di altro genere pagata indirettamente.  Infatti, per risolvere il problema della raccolta del rifiuto e non per lo smaltimento che rimarrebbe, se al costo di una bottiglia di acqua si aggiungerebbe  una cifra esigua di anticipo per poter portare la bottiglia a casa ,ma che poi ti verrà rimborsata quando la restituirai, ecco che il danaro su cui si gira è una "cauzione" a restituzione del bene e non è danaro pubblico.

 

Se per esempio queste bottiglie le facessero pagare 50 centesimi, penso che non ci sarà ancora molta gente che le butterebbe via per strada , nei giardinetti , al cinema , sulle spiagge e nei boschi, ma piuttosto ce ne sarà molta invece di andare a riprendersi la cauzione?
Un sistema del genere, è vero, e' una questione di buona volontà a cambiare gli schemi mentali per i quali può sembrare assurdo organizzare un nuovo sistema di raccolta del rifiuto tale da recuperarlo tutto e senza costi aggiuntivi, ma non sembra assurdo se paragonato al fatto di  buttare l'oggetto vuoto che non serve più in un complicatissimo ed irrimediabile giro di monnezza fetida indistinguibile o con raccolte deficitarie basate su un civismo e su una coscienza ecologica che non esiste che in minima parte.

 

I tempi sono davvero cambiati anche per la raccolta dei vuoti.

Oggi la selezione dei prodotti è fatta da telecamere intelligenti con rapidità e precisione impossibile per un uomo e inimmaginabile dai sistemi di 30 anni fa. I robot montano le auto avvitando bulloni visti e misurati su tutti i lati da telecamere. Le mele sono selezionate per dimensione, colore, macchie, forma omogenea. Una bottiglia anomala per forma, colore scheggiature, liquidi è separabile da apparecchi diffusissimi nell’industria.
E non c’è molto da inventare. In Germania, Norvegia, ci sono supermercati, in cui la cauzione viene letta dalla cassa, contestualmente al prezzo del prodotto, nel codice a barre. L’incasso della cauzione non richiede perdite di tempo o attenzioni. Il supermercato mantiene una disponibilità di denaro fino alla restituzione del vuoto. Per il supermercato è una specie di prestito costante, senza interessi, rotativo, contro le migliaia di vuoti in circolazione per 1 giorno, settimana, mese.

I vuoti vengono restituiti infilandoli nel tubo di una macchina (come un distributore di lattine al contrario) che legge il codice a barre e restituisce le corrispondenti monete di cauzione.

 

Anche un vuoto dimenticato per strada torna sempre al suo posto … con relativo premio per chi lo raccoglie. Come per i carrelli del supermercato che con la cauzione di 1 euro trovano sempre mani interessate o più povere che li ripongono in ordine.

 

Su a quasi tutti i prodotti, oltre che le bottiglie d’acqua come plastica, lattine, ecc. verrebbe aggiunto un piccolo ma significativo sovrapprezzo, che viene restituito agli acquirenti, per un importo di valore pari al sovraprezzo, credo che In tal modo in breve tempo si troverebbero molte meno lattine, bottiglie o quant’altro, perché sarebbe interesse comune restituire gli scarti e tutti questi sono già ben selezionati in appositi contenitori.


Risultato: efficientissima raccolta differenziata a costo zero.

Saluti

Ivan

 





 

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